STORIA: SALSA

Originaria di Cuba, nata da un perfetto miscuglio di Son, Mambo, Jazz e tanti altri generi musicali
Prima di descrivere i passi del salsa è necessario spiegare che esso è nato dal Son. Fu creato per la gioventù cubana, che sentiva la necessità di muoversi più velocemente e liberamente, mantenendo la tradizionale caratteristica del Son.

Quando parliamo dl muoversi più velocemente ci riferiamo all`accelerazione della musica, quando parliamo dl muoversi più liberamente rispetto al son ci riferiamo al numero di figure libere senza tralasciare il significato, lo stile e la tradizione del ballo che si sono mantenuti di generazione in generazione.

Ballando il salsa singolarmente si possono eseguire passi differenti, stimolati dalla musica (percussioni). Se nella musica sentiamo il ritmo della Rumba si dovrebbe infatti eseguire il passo del Rumba, interpretandolo con il corpo; lo stesso dicasi quando si ascolta nel salsa il ritmo della conga o il ritmo afro.

Questo si può fare quando la coppia è in grado di improwisare e conosce perfettamente il ritmo e il tempo musicale, così da riprendere la base ed evitare movimenti troppo bruschi che potrebbero interrompere l`andamento sensuale e dolce della coppia.

Nel salsa tutti gli accenti musicali vanno interpretati con ogni parte del corpo.

Per i giovani era meno stimolante ballare il Son come i loro padri, poiché il son era lento, in contrattempo musicale e con pochissime figure. Il Son veniva suonato con pochi strumenti, mentre la salsa viene suonata da un orchestra che, oltre ai tradizionali strumenti, impiega anche fiati, chitarre elettriche, piano e batteria. Essendo un 4/4, il salsa va ballato sull`uno musicale e i movimenti o passi sono tre, mentre il quarto tempo è una pausa effettuata con lo stesso piede, per cambiare il peso del corpo da un piede all`altro. In diversi Paesi il salsa viene ballato con quattro movimenti: il quarto movimento viene chiamato impropriamente "step" ("passo" in inglese) ma in realtà non è un passo; è solamente il battito di un piede senza portare il peso del corpo (“tap”), per poi ripartire con lo stesso piede ed eseguire il passo vero e proprio.

Alcuni lo eseguono con il tacco, altri con la pianta o con tutto il piede; in ogni caso, non è sempre possibile applicare questo battito, per esempio quando si esegue in giro continuativo o i giri in genere. Quindi è evidente che l`origine del salsa è a tre movimenti.

Molti sono convinti che il salsa sia nato vent`anni fa a New York, ma non è così.

lì salsa è nato a Cuba a metà degli anni `60 sia come musica sia come ballo ed emigrò assieme ai cubani circa dieci anni dopo negli Stati Uniti, precisamente a

New York, dove ebbe enorme successo, e in seguito in tutta l`America Latina:

Porto Rico, Panama, Venezuela, Colombia. ecc. Tutti i migliori musicisti andarono a New York per apprendere questo ritmo e questo ballo che per loro erano totalmente nuovi. E` bene ricordare che il salsa, chiamato "casino", si diffuse nel momento in cui i cubani vollero dimostrare che il loro ballo era diverso dal jazz americano. Ballavano agitando fazzoletti e improvvisando senza perdere la base dei tre movimenti; di tanto in tanto inserivano un calcio tipico del guaguancò , uno dei tre balli del Rumba.

Fu proprio in seguito a questo modo di ballare che la gente credette che quella fosse la vera base del salsa e ciò provocò la diffusione dei quattro movimenti nei diversi paesi del mondo.

Secondo l’autorevole studio di molti insegnanti di danza cubana, il quarto movimento non fa parte della base ma è solo una delle tante figure.

SALSA
Il genere musicale della SALSA è molto difficile da definire. Sebbene sia sempre acceso il dibattito fra quanti sostengono l’origine Cubana piuttosto che Portoricana della salsa, la realtà è che essa ha subito e continuerà sempre a ricevere un gran numero di influenze che ne hanno condizionato profondamente l’evoluzione.

ORIGINI CUBANE
L’identità cubana è stata stabilita attraverso la combinazione dei molteplici elementi etnici che ne caratterizzano la popolazione: bianchi, neri e mulatti. La musica ha avuto un ruolo determinante nella formazione di tale identità, infatti, il Son (genere che successivamente ha dominato non solo la scena cubana ma anche quella caraibica e ispanica in generale) è stato in grado di fondere in ugual misura caratteristiche musicali derivanti dalla cultura bianca e da quella nera.

Il Son nacque nella parte est di Cuba, durante i primi decenni del XX sec. Sin dall’inizio esso rappresentò una mescolanza di elementi Ispanici e Afro-Cubani. Lo schema base bipartito del Son è rimasto invariato dagli anni ‘20 sino ad oggi e anche la grande maggioranza delle canzoni di salsa (che i cubani chiamaronoSon o guaracha) seguono questo schema.

Un altro importante cambiamento si ebbe negli anni ‘40 con l’invenzione del mambo. Essenzialmente, il mambo era una fusione di ritmi Afro-Cubani, Swing e Jazz. Sebbene alcune band cubane, come la Orquestra Riverside, suonavano canzoni sullo stile del mambo già nei primi anni ’40, l’invenzione del mambo è comunemente attribuita al bandleader cubano Pérez Prado, che passò la maggior parte della sua vita in Messico e in altri posti al di fuori dell’isola. Altri bandleaders come Beny Moré combinarono il mambo con il Son e la guaracha.

Il mambo raggiunse l’apice della popolarità negli anni ’50 a New York, grazie a bands come quella di Machito e dei portoricani Tito Puente e Tito Rodriguez, che incorporarono assolo strumentali influenzati dal Jazz con arrangiamenti più sofisticati.

Grazie al lavoro di Prado in Messico e a queste band di New York che svilupparono il proprio stile, la musica cubana iniziò ad avere vita propria al di fuori dell’isola, preparando così il campo per il boom della salsa negli anni ’60.

INFLUENZE PORTORICANE
Dai primi dell’800 fino ai nostri giorni, i portoricani hanno sapientemente acquisito e fatto propri vari stili musicali cubani, fra i quali il Son, il danzón, la guaracha, la Rumba e il Bolero.

Indubbiamente, la ricchezza della cultura musicale portoricana deriva in gran parte dalla misura in cui essa ha assimilato molta musica cubana, contribuendo con le proprie dinamiche folkloriche e con la propria musica popolare.

Ma Puerto Rico non deve essere semplicemente considerata come una ‘Cuba in miniatura’, in particolar modo perché dei generi come il seis, la bomba e la plena sono creazioni puramente portoricane chedevono poco o nulla all’influenza cubana.

Negli anni ’20, a causa dei fenomeni migratori che tanto profondamente hanno influenzato la cultura portoricana, anche la musica di quest’isola è stata fortemente caratterizzata dall’influsso Newyorkese: non si può separare, infatti, la cultura portoricana da quella chiamata Newyorican (anche oggi, il numero di gruppi musicali e di locali in cui si suona la salsa è maggiore a New York che a Puerto Rico).

FANIA RECORDS
L’ascesa della salsa è legata alla casa discografica Fania Records, fondata nel 1964 da Johnny Pacheco, un bandleader di origini dominicane e gusti musicali cubani. La Fania nacque come un’etichetta indipendente (Pacheco distribuiva le sue produzioni ai negozi di articoli musicali addirittura direttamente dal cofano della sua macchina), ma dal 1967 l’avvocato italoamericano Jerry Masucci, che diventò il direttore della casa discografica, intraprese un aggressivo ed incredibilmente fortunato programma di registrazione e promozione.

Gran parte di questo successo si debbe al compositore-arrangiatore Willy Colón, prodigio del Bronx i cui primi album, insieme ai vocalists Héctor Lavoe,Ismael Miranda e Ruben Bládes, portarono lo stile Fania al suo apice e catturarono la freschezza del suono, l’energia inarrestabile e l’aggressivo dinamismo dei giovani del barrio (n.d.t: espressione usata per indicare la vita di quartiere e di strada negli ambienti latinoamericani).

Fu proprio la casa discografica Fania a promuovere il nome salsa come etichetta per il genere musicale che ‘riciclava la musica da ballo cubana’, e la musica prodotta in questi anni venne denominata Salsa Clásica o Salsa de Oro.

Gli anni ’70 furono quelli di maggior successo per la salsa e la Fania, che, insieme, dominarono il mercato discografico. Ma, a causa dell’invasione di altri generi come il merengue e l’hip-hop e per motivi di declino creativo interno, la salsa conobbe un periodo di decadenza agli inizi degli anni ’80.

SALSA ROMANTICA
Alla fine degli anni ’70, la salsa smise di portare in scena la realtà del barrio e iniziò a contemplare testi più sentimentali e romantici: dischi e radio promuovevano ormai le mieloso melodie di salsa romantica di artisti come Eddie SantiagoFrankie RuizLuis Enrique e Lalo Rodriguez, piuttosto che le più aggressive forme afrocaraibiche di Salsa Caliente o Salsa Gorda. Nonostante le critiche che questa nuova forma del genere ha subito perché considerata traditrice dello spirito della salsa, non possiamo però dimenticarne l’importanza, in quanto è stata in grado di mantenere la salsa viva e in stato di notorietà.

L’evoluzione subita dalla salsa è evidente anche dal fatto che ai cantanti professionalmente e artisticamente maturi come Willy Colón e Oscar d’León, si sono affiancati gruppi e vocalists giovani, bianchi e attraenti come Giro e i Salsa Kids.

Gli anni ’90 hanno visto il ritorno alla musica latina di cantanti di hip-hop o house come La India e Marc Anthony; inoltre, in artisti come Victor Manuelle,Rey Ruiz e molti altri si riponeva la speranza che il genere musicale della salsa tornasse agli splendori degli anni ’50 e ’70. 

SVILUPPI MODERNI
Oggi i gusti del pubblico sono sempre più orientati verso uno stile che unisca la forma ‘pura’ e originale della salsa, con la sua variante più melodica e romantica. Gilberto Santa Rosa, con i suoi testi sentimentali accompagnati da musica aggressiva e stimolante, è infatti uno dei maggiori esponenti del panorama musicale salsero attuale.

Recentemente, la salsa ha conosciuto una forte espansione verso la Colombia (con artisti come Joe ArroyoGrupo Niche e Orquesta Guayacan) e Miami (ricordiamo l’esempio di Willie Chirino, musicista cubano trapiantato a Miami fin dall’infanzia, che ha compiuto un percorso diversificato attraverso il Son fino al merengue, la plena e il rock).